Castello di Conwy, la fortezza del Galles

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Il Castello di Conwy, Galles © Tilman2007

Il Castello di Conwy, Galles © Tilman2007

Le otto torri del castello di Conwy presidiano il cielo, e lo nascondono. Lo intuisco appena mentre cammino sulla strada principale della città omonima, e cerco l’ingresso della fortezza del Galles.

Le sue mura, distese per oltre 1.273 metri, lungo la baia davanti al mare d’Irlanda, sono così impenetrabili da non distinguere l’entrata. Solo l’insegna sbiadita, vicino a un cartello stradale, la indica: la seguo e, fatte le scale in pietra, posso varcare la soglia del maniero voluto da Edoardo I d’Inghilterra.

Era il 1283 quando il sovrano decise di costruire il castello di Conwy, nel nord ovest gallese nell’insenatura dove sorge questa cittadina di 14 mila abitanti, e affidò i lavori a James of St. George, uno dei più grandi architetti militari dell’epoca, e all’ingegnere Richard di Chester. Il motivo era semplice: il castello avrebbe fatto da presidio alle sue truppe.

Durante la Seconda Campagna del Galles, le milizie inglesi erano riuscite a occupare la Snowdonia e la valle del fiume Conwy, e non intendevano arretrare per ridar voce e fiato alle volontà indipendentiste della regione guidata da Llywelyn ap Gruffud.

Così, come spesso accadeva in quel periodo, gli uomini dei luoghi occupati vennero costretti a lavorare senza sosta alla struttura: nella sola estate del 1285, furono impiegate 1.500 persone. Due anni dopo il castello di Conwy era finito.

L’interno del maniero attuale è un insieme di ruderi, resti antichi e sfregiati di quella che fu la prima della quattro fortezze fatte costruire nel nord del Galles da Edoardo. Tutte insieme formavano il famoso “Anello di Ferro”.

Eppure, ancora oggi, il castello di Conwy è una delle meglio conservate del Galles settentrionale. Forse anche per questo è inserita con gli altri manieri nella lista del Patrimonio dell’Umanità voluta dall’Unesco.

Continuo ad aggirarmi tra le sue mura ferite dal tempo: pannelli esplicativi vicino alle pareti, raccontano la lunga storia fatta di scontri, battaglie, guerre combattute nella zona e del ruolo fondamentale del castello.

Nell’autunno del 1294, il castello di Conwy fu usato dagli Inglesi come base per fermare la rivolta gallese capeggiata da Madoc ap Llywelyn. Per colpa della sua posizione sulla baia, ideale come presidio ma deleteria per le fondamenta, la costruzione rischiò il collasso.

Solo nel 1346 venne avviata la prima opera di restauro per ordine di Edoardo il Principe Nero. Poco più di 50 anni dopo, il maniero fu occupato dai seguaci di Owain Glyndŵr che lo tennero per sé sino al 1624 quando venne poi ceduto al Visconte di Conwy per la mirabolante cifra di 100 sterline.

Il castello di Conwy perse definitivamente la sua funzione strategica alla metà del Seicento durante la Guerra Civile: per tre mesi del 1646 venne occupato dalle truppe repubblicane guidate da Oliver Cromwell. Da allora nessuno più ha pensato di restaurarlo.

Oggi, il maniero è gestito dal Cadw, l’organismo del governo gallese che ha lo scopo di proteggere, conservare e promuovere il patrimonio architettonico del Galles. Continuo il mio giro sino ad arrivare in cima a una delle otto torri che prima avevo visto dalla strada: 70 piedi di altezza che mi regalano il cielo di Conwy e la sua città distesa sotto i miei piedi.

Per approfondire:
Wikipedia

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