Portmeirion, Galles palladiano

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Portmeirion, Galles © Andrea Lessona

Portmeirion, Galles © Andrea Lessona

Sulla costa nord-occidentale del Galles, il vento tiepido del mare d’Irlanda attraversa il villaggio palladiano di Portmeirion. Colori vividi verniciano i tanti edifici, diversi per foggia e stile, che lo compongono come un mosaico sgargiante.

Post-modernismo e classico convivono qui, sull’estuario del fiume Dwyryd, in un’alternanza artistica che attraversa il tempo e lo spazio: entrambi ricostruiti per creare un insieme di insiemi poco probabili.

Portmeirion venne progettato dall’architetto Sir Clough Williams-Ellis (1883 – 1978). Realizzato tra il 1925 e il 1975, incorporò i resti di vecchi palazzi che, restaurati, divennero cottage. Oggi ospitano turisti e viaggiatori curiosi di vedere le tante stranezze del luogo.

Basta camminarlo, come ho fatto io, per incontrarle: stemmi equini, di delfini e sirene ovunque, statue di Buddha e delle sette fatiche di Ercole. La mano rossa, simbolo delle Sei Contee dell’Ulster in Irlanda del Nord, arrampicata sul muro di un edificio scuro.

Appena dietro il padiglione gotico di Portmeirion, invece, mi sono imbattuto nella scultura di un leone del XVII secolo: regalo felino fatto da amici a Williams-Ellis per il suo novantesimo compleanno.

Altra particolarità del villaggio, gestito da una fondazione benefica dopo la morte dell’architetto, è un unicorno rosa che spicca nella vegetazione, così come la villa palladiana dalle quattro colonne doriche.

Nella piazza di Portmeirion, dove negli Anni 30 c’era un campo da tennis, oggi si trovano una piscina e una fontana in cui si specchia distorto il Colonnato Bristol. Maestoso come il Pantheon (1960-61), sormontato da una cupola ottagonale e la torre campanaria.

Il campanile senza batacchio fu una delle poche opere per cui Williams-Ellis disegnò un nuovo progetto. La costruzione venne realizzata con pezzi del castello medievale di Deudraeth i cui resti sono nascosti nel bosco del villaggio non molto lontano da qui.

Dal sentiero che porta là, ho potuto vedere il faro emergere dalla costa – in origine era un cottage di pescatori. Poi, passo dopo passo sono entrato nell’immensità del verde di Portmeirion sino a sentirmi inghiottito.

La particolarità di questo luogo è così suggestiva da essere stato utilizzato in diverse circostanze per riprese cinematografiche e televisive: in particolare negli Anni 60 quando qui venne ambientata la serie televisiva di culto Il prigioniero.

Per liberarmi mi è bastato respirare il vento tiepido del mare d’Irlanda: gentile attraversava il bosco e apriva gli alberi e la vista sugli edifici laggiù, mosaico sgargiante di Portmeirion.

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